Ricerca antologica

La Signora in Giallo: le regole di una serie da 264 episodi

Nessuno uccide in scena, la protagonista non guida mai e non ha alcun potere: le tre regole reggono 264 episodi.

12 candidature agli Emmy per lo stesso ruolo, nessuna vinta

La Signora in Giallo è andata avanti dodici anni con lo stesso impianto e senza mai infrangere tre vincoli: la violenza non si vede, la protagonista non si mette al volante, e non ha alcuna autorità per obbligare nessuno. Questa ricerca ricostruisce come quei vincoli producano il metodo del personaggio, e mette in fila i numeri della serie — episodi, viaggi, personaggi ricorrenti — distinguendo i dati verificabili dai conteggi degli archivi di appassionati.

Dodici stagioni senza una variazione

Murder, She Wrote va in onda su CBS dal 30 settembre 1984 al 19 maggio 1996: dodici stagioni, 264 episodi, più quattro film per la televisione fra il 1997 e il 2003. Angela Lansbury è Jessica Fletcher in ognuno di essi.

Il primo episodio si intitola «L'omicidio di Sherlock Holmes», l'ultimo «Morte per statistiche» — un titolo involontariamente esatto, visto che la serie fu chiusa quando la rete la spostò contro la concorrenza più giovane.

Episodi per stagione, dal 1984 al 1996
013251984 (st. 1): 22 episodi1985 (st. 2): 22 episodi1986 (st. 3): 22 episodi1987 (st. 4): 22 episodi1988 (st. 5): 22 episodi1989 (st. 6): 22 episodi1990 (st. 7): 22 episodi1991 (st. 8): 22 episodi1992 (st. 9): 22 episodi1993 (st. 10): 21 episodi1994 (st. 11): 21 episodi1995 (st. 12): 24 episodi1984 (st. 1)1989 (st. 6)1995 (st. 12)
Dati del grafico
VoceValore
1984 (st. 1)22 episodi
1985 (st. 2)22 episodi
1986 (st. 3)22 episodi
1987 (st. 4)22 episodi
1988 (st. 5)22 episodi
1989 (st. 6)22 episodi
1990 (st. 7)22 episodi
1991 (st. 8)22 episodi
1992 (st. 9)22 episodi
1993 (st. 10)21 episodi
1994 (st. 11)21 episodi
1995 (st. 12)24 episodi

La curva dice già molto: nove stagioni consecutive esattamente da ventidue episodi, poi due da ventuno e una finale da ventiquattro. È la regolarità di un prodotto industriale che non ha mai avuto bisogno di essere rinegoziato — e su cui, al picco, si sono attestati fra i venticinque e i quaranta milioni di spettatori a settimana.

Tre regole che non sono mai state infrante

Quello che rende questa serie interessante da studiare non sono i numeri ma i vincoli. Sono tre, sono rigidissimi, e reggono tutti e 264 gli episodi.

Non si vede uccidere nessuno. In una serie il cui motore è l'omicidio, la violenza esplicita è assente per scelta produttiva: il delitto avviene fuori campo o è già avvenuto quando la storia comincia. È la ragione per cui la serie ha potuto occupare per dodici anni una fascia oraria familiare, e la ragione per cui è invecchiata meglio di quasi tutto il poliziesco degli anni Ottanta.

La protagonista non guida. In 264 episodi Jessica Fletcher non si mette mai al volante: si sposta in bicicletta, in taxi, con i passaggi degli altri. Nella finzione è una scelta di carattere; fuori, corrisponde al fatto che Angela Lansbury non guidava. Il risultato narrativo è che la protagonista dipende sempre da qualcuno per muoversi, e quel qualcuno finisce per parlare.

Non ha alcun potere. Non è poliziotta, non è avvocata, non ha un distintivo né una pistola. È una vedova, ex insegnante di inglese, che scrive gialli. L'unico strumento di cui dispone è che le persone le raccontano cose — e la serie ne fa una gag ricorrente, la

Le tre regole insieme producono la stessa struttura ogni volta: una donna anziana che nessuno prende sul serio, che non può obbligare nessuno a niente, e che proprio per questo viene a sapere tutto. La sottovalutazione è il metodo.

Il paese che uccide più dell'Honduras

Il paradosso più noto della serie riguarda Cabot Cove, il paese immaginario del Maine dove Jessica abita: nei 54 episodi ambientati lì si contano circa sessanta morti sospette, una media di 5,3 all'anno su una popolazione dichiarata di 3.560 abitanti. Il calcolo che ne è derivato — 1.490 omicidi per milione di abitanti l'anno, circa il sessanta per cento in più del paese con il tasso più alto al mondo nel 2012 — è di BBC Radio 4.

Per riferimento: in tutto il Maine reale gli omicidi sono circa ventuno all'anno.

Qui ci limitiamo a registrare il dato, perché la vicenda del calcolo, i suoi limiti e l'errore più diffuso nel riprenderlo — la cifra di 274, che è il totale dei casi della serie e non gli omicidi del paese — sono ricostruiti per esteso nella ricerca sulla sindrome di Cabot Cove.

Quanto viaggia, davvero

L'immagine della serie come vicenda di paese è vera solo per un quinto. Gli episodi ambientati a Cabot Cove sono 54 su 264: negli altri Jessica è altrove, e in una quarantina di casi è fuori dagli Stati Uniti continentali. La sola ottava stagione ne ambienta otto a New York.

Episodi ambientati fuori dagli Stati Uniti, per destinazione
Irlanda: 4 episodiIrlanda4Italia: 4 episodiItalia4Inghilterra: 3 episodiInghilterra3Francia: 2 episodiFrancia2Hawaii: 2 episodiHawaii2Monaco: 1 episodiMonaco1
Dati del grafico
VoceValore
Irlanda4 episodi
Italia4 episodi
Inghilterra3 episodi
Francia2 episodi
Hawaii2 episodi
Monaco1 episodi

L'Irlanda e l'Italia in testa non sono casuali: sono le due destinazioni con la diaspora più forte nel pubblico americano dell'epoca, e la serie le usa come si usa una vacanza — con parenti, matrimoni e alberghi. Restano comunque conteggi ricavati da archivi di appassionati, non da documentazione di produzione.

Il paese attorno a lei

Una serie che cambia caso ogni settimana ha bisogno di qualcuno che resti, e qui la continuità è affidata a un piccolo gruppo di figure di Cabot Cove: il medico Seth Hazlitt, presente in cinquantadue episodi; lo sceriffo Mort Metzger, che ne fa una quarantina; il suo predecessore Amos Tupper, diciannove; il vicesceriffo Andy Broom, una ventina.

Poi c'è la famiglia, ed è una famiglia enorme: alla protagonista vengono attribuiti oltre venticinque fra nipoti, cugini e parenti acquisiti, molti dei quali finiscono sospettati almeno una volta. Il solo nipote Grady compare in dodici episodi, e viene accusato di omicidio con una frequenza che la serie stessa tratta come una gag.

C'è infine il dettaglio di scrittura che dura sette stagioni: Jessica scrive a macchina fino alla settima, poi passa al computer. È uno dei pochi elementi che nella serie invecchiano davvero, ed è visibile a occhio nudo.

Chi ci è passato prima di diventare famoso

Dodici anni di episodi settimanali con un caso nuovo ogni volta significano un fabbisogno enorme di attori ospiti, e la serie ha funzionato da passaggio obbligato per una generazione intera prima che diventasse riconoscibile.

AnnoChiStagione
1984Andy Garcíaepisodio pilota
1984Joaquin Phoenixprima
1986Bryan Cranstonseconda
1986Courteney Coxterza
1987George Clooneyterza
1993Neil Patrick Harrisnona

Nel novembre 1986 c'è anche l'incrocio che allora era una rarità e oggi è la norma: un caso raccontato su due serie diverse, con Jessica Fletcher che compare in Magnum, P.I. e Thomas Magnum che ricambia la visita.

Dodici candidature, nessun Emmy

Angela Lansbury fu candidata all'Emmy come miglior attrice protagonista in una serie drammatica per dodici anni consecutivi, dal 1985 al 1996, per lo stesso ruolo. Non ne vinse nessuno.

È il digiuno più lungo nella storia della categoria, e non è nemmeno il totale della sua carriera: sommando tutte le candidature agli Emmy ricevute in vita, le sconfitte sono diciotto su diciotto. Per lo stesso ruolo vinse invece quattro Golden Globe su dieci candidature.

Vale la pena aggiungere che il ruolo non era nato per lei: la parte era stata proposta a Jean Stapleton, che la rifiutò.

I libri, dentro e fuori la finzione

Nella serie a Jessica Fletcher vengono attribuiti una quarantina di romanzi gialli, citati per titolo lungo le stagioni. È un conteggio ricavato dagli episodi da archivi di appassionati, non un elenco ufficiale.

Fuori dalla finzione, invece, i libri esistono davvero. Dal 1989 esce una collana firmata «Jessica Fletcher e Donald Bain», poi proseguita da altri autori: sono oltre sessanta volumi, e continuano a uscire. È un caso raro di personaggio televisivo che diventa coautore accreditato di una serie di romanzi reali — la finzione produce la scrittrice, la scrittrice produce i libri, i libri esistono davvero.

La teoria dei fan

Da qualche anno circola in rete una lettura che vale la pena registrare perché è diventata parte della ricezione della serie: l'idea che la vera assassina sia Jessica Fletcher, e che i suoi arresti siano incastramenti riusciti.

Non è un'ipotesi seria e non pretende di esserlo. È interessante per un'altra ragione: nasce dalla stessa anomalia statistica che la BBC aveva calcolato. Quando i numeri di una finzione diventano impossibili, il pubblico non smette di crederci — cerca una spiegazione interna che li renda di nuovo coerenti. È il complimento più involontario che una serie possa ricevere.

Limiti e verifiche

Una parte consistente dei conteggi di questa ricerca — episodi per destinazione, presenze dei personaggi ricorrenti, numero di parenti, romanzi citati — viene da archivi tenuti da appassionati che hanno rivisto la serie episodio per episodio. Sono lavori accurati e verificabili nel metodo, ma non sono documentazione di produzione: vanno citati per quello che sono.

Il tasso di omicidi di Cabot Cove è una stima giornalistica costruita su una popolazione dichiarata dalla produzione, non su un censimento.

Due dettagli che circolano e che qui non compaiono come fatti. Il primo è il secondo nome del personaggio, «Beatrice», che si trova ovunque online ma non nelle fonti primarie. Il secondo è una frase sul «due per cento dei residenti ucciso» attribuita al New York Times: è reperibile solo di seconda mano e non è stata verificata sull'originale.

Infine, sulla macchina da scrivere: la sua collocazione museale è riportata da una sola fonte di settore e non da un'istituzione. Per questo il testo parla dell'oggetto e non di dove si trovi oggi.

Domande frequenti

Quante stagioni e quanti episodi ha La Signora in Giallo?

Dodici stagioni e 264 episodi, dal 30 settembre 1984 al 19 maggio 1996 su CBS, più quattro film per la televisione fra il 1997 e il 2003.

Perché Jessica Fletcher non guida mai?

Non si mette al volante in nessuno dei 264 episodi: si sposta in bicicletta, in taxi o con i passaggi di altri. Fuori dalla finzione corrisponde al fatto che Angela Lansbury non guidava; dentro, ha l'effetto di renderla sempre dipendente da qualcuno, che poi le parla.

Si vedono omicidi nella serie?

No. La violenza esplicita è assente per scelta: il delitto avviene fuori campo o è già avvenuto quando la storia comincia.

Quanti episodi sono ambientati a Cabot Cove?

Cinquantaquattro su 264, con circa sessanta morti sospette. Il tasso che ne deriva — 1.490 omicidi per milione di abitanti l'anno — è un calcolo di BBC Radio 4 del 2012.

Dove è stata girata Cabot Cove?

Le scene in esterni sono state girate soprattutto a Mendocino, in California, mentre la storia è ambientata nel Maine.

Angela Lansbury ha vinto un Emmy per questo ruolo?

No. Fu candidata dodici volte consecutive per lo stesso ruolo senza mai vincere: è il digiuno più lungo nella storia della categoria. Su tutta la carriera le sue candidature agli Emmy sono diciotto, tutte perse. Per lo stesso ruolo vinse quattro Golden Globe.

Il ruolo era stato pensato per lei?

No. Era stato proposto a Jean Stapleton, che lo rifiutò.

Esiste un crossover con altre serie?

Sì, con Magnum, P.I., nel novembre 1986: un caso raccontato su due serie diverse, con ciascun protagonista che compare nell'episodio dell'altro.

I romanzi di Jessica Fletcher esistono davvero?

Sì. Dal 1989 esce una collana firmata «Jessica Fletcher e Donald Bain», proseguita poi da altri autori: oltre sessanta volumi. Dentro la serie, invece, al personaggio vengono attribuiti una quarantina di titoli, ricavati dagli episodi da archivi di appassionati.

Quanti attori famosi ci sono passati?

Molti, prima di diventarlo: Andy García nell'episodio pilota, Joaquin Phoenix nella prima stagione, Bryan Cranston nella seconda, Courteney Cox e George Clooney nella terza, Neil Patrick Harris nella nona.

Riferimenti

Questa ricerca raccoglie e mette in relazione materiali già pubblicati. Ogni affermazione rinvia alla fonte da cui proviene: dove le fonti divergono, la divergenza è riportata nel testo. Le voci sono in ordine alfabetico. Come sono fatte queste ricerche.

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