
Roman Polański
attore
Roman Polański è uno dei cineasti più discussi e influenti del Novecento: regista, sceneggiatore, produttore e occasionalmente attore, di nazionalità polacca e francese, nato il 18 agosto 1933 a Parigi. La sua infanzia è segnata dalla tragedia: cresciuto a Cracovia, sopravvive alla Seconda guerra mondiale mentre la madre muore ad Auschwitz. Questa esperienza lascia un segno profondo nella sua poetica, segnata da atmosfere claustrofobiche, violenza e senso di minaccia latente. Esordisce nella regia con il cortometraggio Due uomini e un armadio (1958) e si impone internazionalmente con Il coltello nell'acqua (1962), primo film polacco candidato all'Oscar. Si trasferisce in Occidente e firma capolavori come Repulsion (1965), Rosemary's Baby (1968) e Chinatown (1974), noir con Jack Nicholson e Faye Dunaway che gli vale undici nomination agli Oscar e una candidatura alla regia. Torna alla ribalta con Il pianista (2002), storia di un musicista ebreo nella Polonia occupata: il film gli vale la Palma d'Oro a Cannes e l'Oscar alla regia. Come attore, le sue apparizioni sono rare ma memorabili. In Chinatown interpreta lui stesso un piccolo ruolo, e nel 2007, a 73 anni, recita in Rush Hour - Missione Parigi nei panni dell'Ispettore Revi, affiancando Jackie Chan e Chris Tucker in una commedia d'azione. La sua carriera è inseparabile dalla vita privata: nel 1969 la moglie Sharon Tate viene assassinata dalla banda Manson, e nel 1977 lascia gli Stati Uniti dopo un'accusa giudiziaria che lo costringerà a vivere per decenni in Europa. Figura controversa e geniale, resta un riferimento imprescindibile del cinema mondiale.