Jacques Doniol-Valcroze
attore
Jacques Doniol-Valcroze (Parigi, 15 marzo 1920 – Cannes, 6 ottobre 1989) è stato una delle figure più poliedriche del cinema francese del Novecento: critico, regista, sceneggiatore e attore. È ricordato soprattutto come co-fondatore, nel 1951, della rivista Cahiers du cinéma, nata insieme ad André Bazin e Joseph-Marie Lo Duca e destinata a diventare il manifesto teorico della Nouvelle Vague. Ne fu direttore editoriale fino al 1957, periodo in cui sulle sue pagine mossi i primi passi critici autori come François Truffaut, Jean-Luc Godard e Jacques Rivette. Parallelamente all'attività giornalistica, Doniol-Valcroze si cimentò nella regia: debuttò con alcuni cortometraggi a metà anni Cinquanta, poi passò al lungometraggio con L'eau à la bouche (1960), commedia erotica dal tono beffardo, e proseguì con La dénonciation (1962) e Le viol (1967). Nel 1968 fu tra i fondatori della Quinzaine des Réalisateurs a Cannes, la storica sezione parallela nata durante le contestazioni del Maggio francese. Come attore comparve in opere di registi di primo piano: partecipò a L'immortale (L'immortelle, 1963) di Alain Robbe-Grillet, film enigmatico ispirato al Nouveau Roman, girato quando aveva 43 anni, e fu parte del cast di Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles (1975) di Chantal Akerman, pellicola oggi considerata un capolavoro assoluto del cinema d'autore. Era sposato con l'attrice Françoise Brion. Morì a Cannes nel 1989 per la rottura di un aneurisma, all'età di 69 anni.