Camillo Pilotto
attore
Camillo Pilotto (Roma, 6 febbraio 1888 – Roma, 27 maggio 1963) è stato uno degli attori caratteristi più versatili e stimati del cinema e del teatro italiano del Novecento. Figlio d'arte — suo padre Libero Pilotto era attore e commediografo, sua madre Antonietta Moro un'attrice — crebbe respirando i palcoscenici fin dall'infanzia. A soli quindici anni, nel 1903, debuttò in scena nella compagnia di Ermete Novelli, per poi lavorare con le più importanti compagnie teatrali dell'epoca, guadagnandosi fama soprattutto accanto a Emma Gramatica, di cui fu primo attore e caratterista. Memorabile la sua interpretazione di Cotrone ne I giganti della montagna di Pirandello, nella storica regia di Giorgio Strehler nel dopoguerra. Nel cinema esordì nel cinema muto con Il sopravvissuto (1916), partecipò poi al primo film sonoro italiano La canzone dell'amore (1930), e continuò a recitare per oltre quarant'anni, accumulando oltre cento titoli. Fra i suoi ruoli più importanti figurano il colossal Scipione l'Africano (1937), Messalina (1951) e Gli ultimi giorni di Pompei (1950). Nel film d'avventura Il corsaro della mezza luna (1957) — aveva 69 anni — interpretò il Barone Alfonso di Camerlata, il nobiluomo minacciato dai pirati saraceni. Nel 1953 apparve anche in Il romanzo della mia vita (Luciano Tajoli), nel ruolo del commissario di polizia. Attivo anche in radio e in televisione, nell'ultimo periodo della carriera fu protagonista di importanti sceneggiati RAI come Piccolo mondo antico (1957) e Il mulino del Po (1963), trasmesso nell'anno della sua scomparsa.