
Alberto Sordi
attore
Alberto Sordi (Roma, 15 giugno 1920 – 24 febbraio 2003) è stato uno degli attori più amati e rappresentativi del cinema italiano del Novecento. Nato a Trastevere, mosse i primi passi nel mondo dello spettacolo come comparsa e doppiatore — prestando la voce a Oliver Hardy nei film di Stanlio e Ollio — dopo una lunga gavetta di oltre un decennio. Il successo cinematografico arrivò negli anni Cinquanta, quando il suo volto e il suo talento comico incarnarono l'archetipo dell'"italiano medio": furbo, opportunista, codardo ma irresistibilmente umano. Diventò protagonista assoluto della commedia all'italiana, genere con cui il cinema italiano conquistò un pubblico internazionale, lavorando con registi del calibro di Federico Fellini, Vittorio De Sica e Mario Monicelli. Tra i titoli che ne definirono il mito: I vitelloni (1953), Un americano a Roma (1954), La grande guerra (1959), Tutti a casa (1960) e Il marchese del Grillo (1981). Nel 1965, a 44 anni, fu protagonista del film a episodi I complessi, diretto tra gli altri da Luigi Filippo D'Amico, in cui interpretò il giornalista Guglielmo nel segmento "Guglielmo il dentone", una delle sue prove comiche più memorabili degli anni Sessanta. Nel corso di una carriera lunga più di sessant'anni recitò in oltre 160 film, di cui 18 da lui stesso diretti. I riconoscimenti non tardarono: l'Orso d'argento a Berlino nel 1972, il Leone d'oro alla carriera a Venezia nel 1995, cinque Nastri d'argento e sette David di Donatello. Icona nazionale, è rimasto simbolo dell'identità italiana nel mondo.